Sarà tre volte Natale.


Eccoci ad un giorno come gli altri. Lo hanno dedicato ad un santo dei cartoni animati. In genere, lo si vive facendo i conti con i trecentosessantaquattro o cinque giorni precedenti e nel contempo si butta un sasso nello stagno dei successivi identici giorni. Un'attività con poco o nessun senso. La tradizione troppo spesso si riduce a questo: ripetere azioni, gesti, pensieri perché si è sempre fatto così. Rassicura, fa sentire meno soli. Repetita non iuvant per niente. Ripetere tanto per farlo è la peggiore delle attività possibili. Così come scrivere un blog perché si pensa che qualcuno se lo aspetti. Volo di vanità. O anche fotografare perché lo si è sempre fatto e niente impedisce di continuare a farlo. La tradizione, intesa così, è la fine delle cose. La memoria si riduce ad una sequenza a termine di pochi fatti, ma ripetuti allo sfinimento.

Meglio non averla la memoria. Serve solo ai vecchi per rimestare nei loro errori. I giovani non hanno memoria. Che memoria hai a due anni? Ma anche a venti? La memoria è dannosa perché ti lega a ciò che già è successo, ma senza la possibilità di riavvolgere niente. Tradizione, memoria e quindi conoscenza, studio. Un fardello che generazione dopo generazione schiaccia, deprime, annulla.

Il diritto di essere liberi dalla memoria, dalla tradizione. L'idea che tutto è possibile e che quello che è stato è stato, o potrebbe anche non esserci mai stato. Non importa. C'è da vivere adesso, ora, mentre pensi di farlo, anzi meno lo pensi più lo fai.

La tradizione, la memoria sono inutili, anzi dannose. Ricordare è prima di tutto dimenticare. Solo dimenticando tutte le ripetizioni, tutte le inutili cose minime di tutti i giorni, tutte le vicende di un attimo, solo trattenendo poche cose, quelle, non perché siano importanti, ma perché si rifiutano di essere dimenticate. Solo così una tradizione, una memoria possono restare giovani, avere futuro, vita.

Le fotografie dimenticabili sono sempre di più, quelle indimenticabili sempre quelle, poche. Duplicare la vita non ha senso, derivarne alcune immagini, sì moltissimo. Quelle, non altre.