Una Model da conoscere.

Lisette Model, dalla serie "Reflections" (1945 ca, dettaglio)
Per circa un mese rimane aperta da PHOS a Torino una mostra di stampe fotografiche vintage di Lisette Model (Vienna, 1901 - New York 1983). L'esposizione è realizzata in collaborazione con Mc2 Gallery di Milano, dove era già stata presentata in precedenza.

La figura di Lisette Model è quasi sconosciuta in Italia, dove per esempio invece quasi tutti i "fotografanti eruditi" sanno chi sia Vivian Maier. La dura legge del marketing impone anche qui dei capovolgimenti di valori storici difficilmente poi recuperabili.

Un'ottima occasione per cominciare ad avvicinarsi alla figura straordinaria della Model è quindi proprio quella di andare a vederne alcune stampe da PHOS. Non sono stampe "Fine Art", anzi sono un poco maltrattate dal tempo trascorso e già all'epoca dovevano essere buone più per l'archivio privato o la pubblicazione sui periodici che per la collezione d'arte.  Proprio per questo sono però ancora più preziose sotto il profilo del loro valore iconografico: rivelano che l'interesse primario della Model era verso la presa sul campo e la successiva reinquadratura in camera oscura perché in queste procedure, e non nel pregio tecnico della stampa, stava il senso profondo e autentico del suo lavoro.

Tra le immagini esposte sono particolarmente intense quelle della serie "Reflections", riflessi di vetrine a New York (1945 circa), che fanno giustizia iconica di qualsiasi discorso modaiolo attuale sulla cosiddetta "street photography", la quale ovviamente non esiste. Model cerca per la strada non l'istantanea più o meno pittoresca del teatrino urbano, ma si concentra sui valori visivi che contengono i suoi pensieri mentre si muove nel flusso spazio-temporale. La città come personalissima macchina onirica in grado anche di dare restituzione visiva delle condizioni sociali di chi vi abita.

Non a caso Lisette fu anche una apprezzatissima insegnante di fotografia e vanta tra i suoi allievi una certa Diane Arbus, che proprio da lei seppe raccogliere le procedure concettuali e tecniche per affermare, a sua volta, la propria relazione con il mondo.

Le vicissitudini della vita, tra le quali una subdola e costante persecuzione dell'FBI ai tempi della paranoia anticomunista del Maccartismo, hanno certamente a lungo impedito il riconoscimento che le sarebbe stato dovuto e l'hanno anche costretta, per fortuna dei suoi allievi, a trovare rifugio nell'insegnamento una volta che la professione le fu negata dall'allontanamento dei committenti intimoriti dall'aria equivoca che le veniva proiettata intorno. Lei stessa evitò ogni eccessiva notorietà, forse proprio per timore di ulteriori guai, e preferì condurre una vita sotto traccia fino alla morte.

La sua opera merita di essere ampiamente riconosciuta nel suo pieno valore artistico. Lisette Model è parte essenziale e fondante di quel movimento di autori che avvieranno negli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta la grande stagione del rinnovamento della fotografia americana d'impegno sociale e culturale.

In ultimo una considerazione. Lisette arrivò alla fotografia dopo importanti esperienze formative nella musica, un suo insegnante fu il grande Arnold Schoenberg, e nella pittura. Guardando le sue fotografie tutto questo si ascolta e si vede.


PHOS
Centro Polifunzionale per la Fotografia e le Arti Visive
Via Giambattista Vico, 1
10128, TORINO, Italia

Orari di apertura mostre
Lun. Mer. Ven. 15.30 – 18.30
oppure su appuntamento

Per informazioni è possibile utilizzare i seguenti numeri di telefono:
fisso +39 011 7604867 – cellulare +39 333 7470186
oppure scrivere a phos@phosfotografia.it