Una sbirciatina ottica.

©2000 Fulvio Bortolozzo.
Secondo un recente sondaggio condotto dalla banca d'investimento Piper Jaffray su cinquemila adolescenti statunitensi, il social networking giovanile starebbe lentamente, ma inesorabilmente, abbandonando Facebook a favore di un insieme di forme di connessione più private di messaggistica istantanea. Tra tutte spicca Snapchat, con la quale è possibile inviare fotografie dagli smartphone ai propri amici solo per un certo numero di secondi prima che la loro visibilità venga definitivamente annullata.

Al di là delle questione sociologiche connesse, che in questo contesto non mi interessano, trovo rilevante registrare un'ulteriore passo in avanti del fotografico, in questo caso anche video, verso un uso sempre più limitato nel tempo. La visione dell'immagine fotografica si fa brevissima, pochi secondi e subito dopo viene perduta. Una sorta di sbirciatina ottica insomma. Sembra proprio che il percorso del fotografico, nell'uso quotidiano e personale, stia inseguendo il linguaggio orale. Verba volant e così le icone automatiche parrebbero voler anche fare, lasciando al linguaggio scritto, che sto impiegando adesso, funzioni sempre più residuali e noiosamente elitarie. Cosa voglia dire questo è ancora davvero presto per dirlo, ma l'umanità che sta crescendo oggi, almeno quella più esposta alla connessione telematica, sembra che ci stia inziando a sguazzare, e con una certa soddisfazione anche.

Non c'è mai tempo.

©2011 Fulvio Bortolozzo.



















Insomma, l'ennesima querelle sul fotografico è in circolazione un po' ovunque. Stavolta si tratterebbe di una persona partecipante ad una manifestazione di piazza a Roma, giovane e donna, che per qualche motivo finisce stesa a terra, e, mentre un altro manifestante steso accanto a lei tenta di proteggerla, viene scambiata per uno zainetto da un agente in servizio di ordine pubblico. Siccome chiunque di noi quando vede uno zainetto per terra non può resistere alla tentazione, l'agente vi sale sopra con una gamba su cui appoggia per qualche momento il peso del suo di corpo. Non so se i fatti si siano svolti così. Non c'ero. Non ho visto e sentito direttamente. Sono uno dei milioni di ciechi e sordi che provano a vincere il loro isolamento in vite private e separate le une dalle altre per mezzo di ciò che i cosiddetti "mezzi di comunicazione di massa" fanno arrivare a tutti noi.

A complicare questa come le altre vicende, c'è di mezzo l'ignoranza dei più, nel senso etimologico del termine, sul funzionamento dell'immagine fotografica. Anche di coloro che dovrebbero capirne qualcosina, come i giornalisti di penna, per esempio. Partono così tante illazioni, considerazioni, invettive, ecc. ecc. basate sul nulla mischiato col niente.

Un'immagine fotografica non si fa, si prende. Accade. Una macchina messa davanti alle cose ne conserva tracce visive. Lo stesso umano che la impugna non sa bene cosa conterrà la fotografia che sta prendendo, specie se mette in azione la macchina durante momenti concitati. Tutto rimane poi bloccato, fissato, reso immutabile, anche ciò che è durato nel tempo frazioni infinitesimali di secondo. Oppure resta una porzione temporale molto ridotta di ciò che è durato invece per un tempo lunghissimo, infinito per chi lo vive.

Insomma se da un'immagine fotografica escludiamo l'analisi e la considerazione del tempo di cui è fatta prima, durante e persino dopo, mentre la si guarda, si rischia di non capire cosa si sta guardando, di immaginare cose che non esistono o non vedere cose che invece sono lì davanti ai nostri occhi.

Ma non c'è tempo, Si fanno fotografie perché sembra che questo tempo lo recuperino, consentano di spostarlo e usarlo a nostro piacimento. Poi però non c'è tempo per estrarre da questa condensazione temporale che sono le fotografie il flusso degli eventi da cui originano e analizzarlo, passo a passo.

Non c'è mai tempo per tentare di mettersi in gioco e capire, o almeno ordinare in qualche modo i dati visivi di una fotografia. C'è solo il tempo per coprirla di parole, per elevarla a simbolo di un ragionamento o di quello opposto. C'è sempre tempo per mantenersi ciechi e sordi nonostante gli strumenti che si dovrebbero adoperare per tentare di liberarci dalla schiavitù del tempo e dello spazio in cui siamo nati e viviamo.
.


Il vangelo secondo Matteo.

©2014 Fulvio Bortolozzo.
In questi giorni sono comparsi in vari luoghi di Torino dei manifesti di propaganda elettorale del Partito Democratico con un'iconografia quanto meno curiosa. Vi si vede parte di una fotografia, probabilmente presa al volo durante un incontro pubblico, in cui i soggetti, Sergio Chiamparino e Matteo Renzi, assumono per qualche istante un atteggiamento molto simile all'iconografia classica della pittura cattolica controriformista del primo Seicento.

Chiamparino pare mettersi in posizione di omaggio e ricezione di qualche viatico proveniente da un Renzi illuminato nel volto da una luce proveniente dal basso che lo rende come pervaso di chissà quale aura spirituale. Il tono fortemente giallo rossastro e saturo dell'immagine aumenta l'effetto d'insieme.

Per un confronto diretto, tra i molti esempi possibili, ecco qui due dettagli da dipinti secenteschi.

Caravaggio, "L'incredulità di San Tommaso", 1600-1601.


Francisco Ribalta, "Cristo abbraccia San Bernardo", 1625-27.









































Ora, al di là di quanta sia stata la consapevolezza culturale della citazione visiva in chi ha deciso di usare proprio questa fotografia per la comunicazione elettorale del PD a livello di Regione Piemonte, il fatto stesso che sia stata ritenuta adatta e autorizzata alla diffusione dagli organi dirigenti del partito rivela molto del pensiero salvifico di matrice cattolica che alberga nell'inconscio di chi vede in Renzi un messia politico da cui addirittura ricevere l'imprimatur apostolico che emendi dai peccati già commessi e predisponga alla salvezza della vittoria nelle urne. Laicità e iconografia del pensiero progressista, dove mai sei finita?

.

Arricchirci l'un l'altro così.

©2014 Fulvio Bortolozzo.
Sì, son stati bei momenti quelli su Poli.Radio. Grazie al padrone di casa Daniele Ferrini, i discorsi son potuti fluire nelle giuste direzioni con i giusti tempi radiofonici. Competenza nell'uso del mezzo e sensibilità sincera per i temi messi in campo dai suoi interlocutori. Un mix fondamentale per fare qualcosa di veramente utile per chi interviene e per chi ascolta.

Devo anche dire che prendere parte ad una trasmissione che vedeva coinvolti in questa puntata, come nella precedente, persone con cui condivido interessi e riconoscimento reciproco mi sta facendo riflettere sulle grandi potenzialità delle reti virtuose. In una web radio, nei blog, su Facebook, nei forum o in qualsivoglia altro modo, mettere in rapporto diretto chi  altrimenti forse mai avrebbe potuto incontrarsi là fuori, nel "mondo reale" è qualcosa di entusiasmante e che rende la rete un luogo davvero speciale. Insostituibile ormai.

Grazie Daniele, grazie di cuore a tutti voi, amici miei di connessione. Continuiamo il più a lungo possibile ad arricchirci l'un l'altro così.

.


Istantanee da un blog.

 
©2014 Fulvio Bortolozzo.

 [dal comunicato di Poli.Radio]

Daniele Ferrini ai microfoni, Ferrante Orcese e Stefano Borreca al mixer vi aspettano oggi, martedì 8 Aprile dalle 21 alle 23. Potete ascoltarci dal sito di Poli.Radio (www.poliradio.it/tock/player_audio.php) e tramite app gratuita Tunein disponibile per dispositivi iOS, Android e Windows8 cercando la stazione Poli.Radio.
 http://www.poliradio.it/rock/player_audio.php

Qui a pictures.of.you crediamo che le parole e le immagini possono creare percorsi dove la bidimensionalità delle fotografie e la volatilità del verbo permettono di impostare nuove coordinate multisensoriali. E sappiamo che ai nostri ascoltatori questo connubio è molto gradito. Visto il successo del primo appuntamento dedicato al mondo dei blog fotografici, abbiamo preparato una nuova puntata a tema per scoprire nuovi spunti per diffondere la fotografia oltre i suoi confini naturali.

Se il digitale ha cambiato il modo di vivere e condividere la fotografia, allo stesso modo la rete ha visto una proliferazione sempre maggiore di blog a tema.
Vi presenteremo altri quattro blog fotografici, quattro modi diversi di raccontare la fotografia, quattro modi diversi di capire quali pensieri e riflessioni si celano dietro un click.

Ospiti della puntata:
- Efrem Raimondi, fotografo a autore di un blog polemico, e noi lo metteremo alla prova.
http://blog.efremraimondi.it/

- Sandro Bini, responsabile di Deaphoto, Associazione Culturale per la didattica, progettazione e documentazione fotografica, autore del Blog "Binitudini".
http://binitudini.blogspot.it/

- Fulvio Bortolozzo, responsabile di molte attività legate alla fotografia e autore di "Camera Doppia"
http://borful.blogspot.it/

- Toni Thorimbert, fotografo di moda, art director a autore del suo blog dietro le immagini
http://tonithorimbert.blogspot.it/

---------------------------------------------------------------------------
Seguite pictures.of.you sulla pagina Facebook per la parte visiva dei nostri contenuti:

https://www.facebook.com/events/683235148385334/

. 

Una lezione all'Università.

©2014 Fulvio Bortolozzo.
Anche quest'anno, visto il grande apprezzamento ricevuto l'anno scorso, mi è stato chiesto dal Prof. Giancarlo Pinto e dall'amico Ilenio Celoria di tenere una lezione all'Università degli Studi di Genova sulla Fotografia di architettura e territorio.

La lezione è prevista per lunedì 7 aprile prossimo, alle ore 14:30, nell'aula 4H del Dipartimento di Scienze per l'Architettura della Scuola Politecnica (ex Facoltà di Architettura), in Stradone Sant'Agostino, 37.

Il mio discorso sarà dedicato ad alcuni autori e momenti storici che ritengo fondamentali per chi si interessa dello strumento fotografico come mezzo di osservazione e analisi dei luoghi, in particolare di quelli urbanizzati.

Sarò ovviamente molto grato agli amici genovesi che volessero onorarmi della loro partecipazione a questo appuntamento.

.