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Visualizzazione dei post da Settembre, 2014

Gianni Berengo Gardin, un fotografo di classe.

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Da più parti ultimamente salgono voci a criticare le varie dichiarazioni di Gianni Berengo Gardin (classe 1930) sulla fotografia vera o presunta, sul digitale, sull'arte e via dicendo. Indignazioni, repliche, stracciar di vesti di ardenti sostenitori delle tesi opposte. Bene, scusate il francese, ma mi sono rotto le palle di sentir tutto questo agitarsi di scudi contro un signore che ha raggiunto un'età veneranda dopo una vita da fotografo, quando fare il fotografo era un mestiere come un altro. Questo è il vero punto, ora che in troppi per avere una fotocamera in mano si considerano artisti, autori, intellettuali prestati, docenti incaricati.

Gianni Berengo Gardin è un uomo che tutto solo soletto si è inventato da zero un lavoro che gli piacesse, in epoche in cui il lavoro che non ti piaceva, ma ti manteneva a vita, era elargito con una certa abbondanza. Con la sua fotocamera ha ideato, realizzato e pubblicato, cercando non senza fatica la via economica di volta in volta …

Il luogo tra topografia e scena.

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Lo scorso 11 settembre Mauro Thon Giudici ha tenuto una conferenza nella sede dell'associazione L'impronta di Cosenza dal titolo "Adattamento. Il paesaggio raffigurato dalla proprietà privata alla Divina natura, passando per l'impero coloniale". Come si può intuire dal titolo l'argomento era piuttosto complesso, ma è stato comunque  ben presentato dal relatore anche se, forzatamente, solo nei suoi punti fondamentali. Rimando al video che verrà spero presto messo nel canale You Tube di un socio de L'impronta chi volesse riascoltare l'ora e venti circa della serata. Nel frattempo è già visibile il video della conferenza precedente, propedeutica a quest'ultima per certi aspetti.

Nel discorso fatto da Giudici vi è un passo che vorrei mettere in rilievo. Riguarda l'origine del concetto di paesaggio così come viene a formarsi nella tradizione pittorica europea. Nella proposta di Giudici, appoggiata su alcuni studiosi anglosassoni, tutto avrebbe ini…

Come i cavoli a merenda.

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Una questione complessa, non solo nel fotografico, è quella dell'autore. Nel Novecento la figura romantica del demiurgo eroico e geniale è stata smontata pezzo per pezzo dalle feroci critiche ideologiche provenienti in massima parte dall'ambiente culturale marxista. Non senza valide ragioni. Come però spesso accade si passa da un'esagerazione all'altra ed ora il povero autore fatica ad essere persino preso in considerazione come tale, massacrato da tutti quelli che si arrogano il diritto di dire e fare delle sue opere quello che più pare e piace.

In medium sta virtus. Il che non significa trovare la virtù nella mediocrità, ma cercare un punto di equilibrio. Fedele a questa regola di vita, penso che l'autorialità sia una componente ineliminabile nella produzione di una qualsiasi opera, non solo e necessariamente d'arte. Senza autori, niente opere.

Nel contempo, dando il giusto riconoscimento, quando si possa, alla paternità di un'opera, va anche considerato…