Europa, forse.


©Luca Nizzoli Toetti.
Sta per diventare un libro per i tipi dell'editore Postcart di Roma il progetto fotografico Almost Europe di Luca Nizzoli Toetti. La prevendita sta volgendo al termine (30 settembre prossimo) e questo articolo vuole anche dare ai miei lettori l'opportunità di cogliere in extremis i vantaggi del preacquisto.

©Luca Nizzoli Toetti.
Non è mia abitudine promuovere fotolibri, bensì semmai recensirli, ma nel caso specifico la regola merita un grande strappo perché Nizzoli Toetti si è imbarcato in un'impresa complessa e molto ambiziosa.

©Luca Nizzoli Toetti.


Sulla falsariga dell'epocale The Americans di Robert Frank, e proseguendo nella tradizione, che riconosco anche come mia, delle flâneries evocate da Baudelaire, l'autore percorre dall'esterno quella che viene chiamata la Linea Blu  nella Comunità Europea: il confine verso oriente, un tempo invalicabile. Si muove da Kaliningrad in Russia fino a Istanbul in Turchia.  Anni addietro io stesso pensai a qualcosa di simile, muovendo all'interno dei paesi di nuova adesione però, senza poi mai metterlo in atto. Son quindi, a maggior ragione, ben contento che una persona della sensibilità e valore di Nizzoli Toetti abbia affrontato l'impresa di sondare l'idea di Europa nel suo manifestarsi visibilmente o meno.

©Luca Nizzoli Toetti.

Se nella procedura sul campo ritrovo la lezione di Frank, quindi un approccio decisamente alto, ma anche storicizzato, il sostegno all'operazione è invece assolutamente contemporaneo. Basta navigare sul sito del progetto (www.almosteurope.eu)  per rendersi conto di quanto lavoro sia stato fatto per aumentare al massimo il coinvolgimento a più livelli della rete e non solo. Un esempio importante di ciò che è ormai indispensabile fare per "bucare" la soglia dell'indifferenza provocata dalla sempre più invadente mole delle informazioni che riceviamo.

©Luca Nizzoli Toetti.

La mia speranza, e augurio, è che Luca continui a portarci le tracce delle sue domande, perché tali sono e non mai risposte, sul nostro vivere in una realtà sociale e politica che nelle generazioni a venire auspico continuerà a chiamarsi Europa.

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