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Visualizzazione dei post da Agosto, 2012

Compresi gli occhi... o forse no

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Una volta aveva letto che inizialmente gli occhi vedevano tutto ruotato di  centottanta gradi, trasmettendo al cervello un'immagine del mondo per così dire capovolta. Siccome però il cervello sapeva che la gente non andava a spasso sulla testa e che le montagne non si allargavano dal basso all'alto, aveva imparato a rigirare l'immagine. In qualche modo, li occhi imbrogliavano e la ragione fungeva da correttore. Che fosse vero o no, questo poneva in ogni caso una questione fondamentale: come poteva Jonas essere certo che quel che i suoi occhi vedevano fosse davvero là?

In fin dei conti, lui era un grumo di carne che vagava per il mondo. Ciò che sapeva lo acquisiva soprattutto tramite gli occhi. Grazie a loro si orientava, prendeva decisioni, evitava di andare a sbattere. Ma niente e nessuno potevano garantirgli che dicesserò la verità. Il daltonismo era un esempio innocuo di come l'inganno fosse plausibile. Forse il mondo aveva quell'aspetto, ma poteva anche averne…

M/N Excelsior Genova-Palermo

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Nell'ambito dei miei ormai consueti appunti per gli occhi, ho pubblicato sul sito il resoconto fotografico di un recente viaggio sulla motonave Excelsior tra Genova e Palermo.
Le fotografie sono visibili QUI.
Come al solito, più che graditi i commenti.

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Una visione

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Ricevo, e con molto piacere pubblico, un testo di Rosa Maria Puglisi nato dall'osservazione della mia serie Inspections in the future.


Una visione

È difficile dare la stura ai pensieri che si accalcano nella mia mente. Camminare non aiuta.

Il cielo è terso e l'aria sembra distendersi in una impalpabile coltre bluastra sopra il paesaggio aperto verso i monti, innanzi a me. Guardo intorno; calpesto questa scena; ne sono parte.

Sono parte trascurabile di un tutto più complesso di me, dei miei pensieri, dei sentimenti che provo guardando attraverso le mie lenti. Sono dentro, immerso, elemento fra gli altri, ma pensante. Mi aspetto qualcosa: un segno, come un emblema che riesca a restituire in un solo colpo d'occhio il senso di ciò che mi ingegno ad osservare e descrivere.

Perlustro il circondario, come se dovessi crearne una mappa. Cerco punti di riferimento: edifici, manufatti dell'uomo che interrompano quella continuità, che mi porta solitamente fuori strada.

L'edifi…

Un modo di concepire il mondo

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Tutti percepiamo a ogni istante milioni di cose intorno a noi – queste forme che cambiano, queste colline brucianti, il rumore del motore –, le registriamo automaticamente, ma non ne prendiamo veramente coscienza, a meno che non ci sia un particolare insolito o il riflesso di qualcosa che siamo preparati a vedere. Non potremmo mai prendere coscienza di tutto e ricordare tutto perché  la nostra mente si riempirebbe di tanti di quei dettagli inutili che non riusciremmo più a pensare. Dobbiamo scegliere e il risultato di tale scelta, che chiamiamo "coscienza", non è mai identico alle percezioni, perché il processo di selezione le cambia. Noi prendiamo una manciata di sabbia dal panorama infinito delle percezioni e la chiamiamo mondo.

Una volta di fronte a questo mondo, operiamo su di esso un processo di discriminazione: entra in azione il coltello. Dividiamo la sabbia in mucchi. Questo e quello. Qui e là. Bianco e nero. Adesso e allora.

In un primo momento la manciata di sabbi…