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Visualizzazione dei post da Maggio, 2011

Diogene Project

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Grazie ai miei compagni nel viaggio di ieri sera sul tram di Diogene. È stato davvero un bel momento, ricco di scambi d'idee e suggestioni.

Miracolo a Milano

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Non ho parole per esprimere la gioia e la speranza.
Posso solo riprendere un grande film di De Sica, con l'auspicio che il volo appena iniziato porti Milano, e l'Italia, verso un futuro migliore per tutti, nessuno escluso.

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Back to the Future

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Street Light

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Ci fu una festa davanti a un palazzo, c'eran bambini, nonni e un signore un po' pazzo.
Un lampione dall'alto guardava,
sorrideva ma non partecipava.
Dal cielo azzurro come un mantello
la nube bianca venne a far da cappello.
I bimbi guardarono in alto divertiti
e gridarono in coro tutti uniti:
"Un lampione di zucchero filato!"
S'arrampicarono e fu mangiato.

Guido Castiglia

(scritto per questa fotografia il 28 maggio 2011)

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Ciau Milàn!

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La Milano che conosco io è fatta di gente che per guadagnarsi da vivere pensa che si debba lavorare. Per diventare milanese devi lavorare. Ma non basta, devi produrre qualcosa che sia utile, che costi il giusto e che possa quindi essere un buon affare per chi lo compera, non importa se è un umile servizio alla persona, un'offerta di lavoro dipendente o una grande idea imprenditoriale. E non importa nemmeno se parli con accento pugliese, veneto o di altre lingue o quale dio preghi quando ne senti il bisogno. La cittadinanza si ottiene così nella Milano che conosco io. Sembra arido, ma invece è civile.

Giuliano Pisapia viene da quella Milano lì, dove le persone si valutano per come lavorano, perché vivere e lavorare sono la stessa cosa, e non per quale origine, religione o accento hanno. Spero vivamente di tornare presto in quella Milano del mio cuore, perché mi manca tanto.

Ciau Milàn!

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Un progetto interminabile

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PROGETTO DIOGENE
Terreno di confronto / Collecting People

L'OPERA APERTA COME ANTI-PROGETTO
OVVERO UN PROGETTO INTERMINABILE
Incontro con Fulvio Bortolozzo sul tram Diogene,
rotatoria tra corso Regio Parco e corso Verona, Torino.
Lunedì 30 maggio 2011 ore 21.00 Nel 2003, l'autore dà l'avvio ad una serie fotografica composta come pura sequenza cronologica di luoghi attraversati da una Soap Opera nella quale riveste il ruolo di protagonista: la sua vita. Tra le regole per questa performance, c'è l'adesione alla scelta di realizzare un'immagine fotografica quando si incontra casualmente un punto di tensione, un contatto ineludibile, tra il luogo che viene attraversato e il sentirlo riecheggiare nella mente. L'idea che sorregge l'opera è che questo sia un modo concreto di rinunciare a voler dire qualcosa di preciso a tutti i costi, di voluto e consapevole, per poter dare finalmente dello spazio interiore ad una forma di conoscenza nuova, imprevista. Il concetto li…

Di Malick in peggio

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Ieri sera ho visto The Tree of Life di Terrence Malick. La mia unica esperienza precedente con questo autore fu il film La sottile linea rossa (1998). Più di allora, mi sono ritrovato decisamente spiazzato dalla deriva visionaria di Malick, ormai senza più alcun argine narrativo in grado di contenerla. Non sto a ripetere la trama del film, peraltro piuttosto intricata, ma mi limiterò a sottolineare alcuni punti che ritengo decisivi nel farmi considerare non riuscita quest'ultima, pur visivamente seducente, Palma d'Oro di Cannes. A mio avviso difatti, se paragonato agli unici esempi storici che mi paiono possibili — ossia 2001,Odissea nello spazio di Stanley Kubrick (1968) e Koyaanisqatsi di Godfrey Reggio (1982) — Malick non raggiunge l'indispensabile sintesi estetica tra intenzione e realizzazione, come invece fecero gli autori di quei due capolavori assoluti della cinematografia mondiale di tutti i tempi.

Temo che una sua certa ossessione religiosa di matrice protestant…

L'attesa dell'inatteso

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Una vita arrangiata in tal modo — che fa pensare a quel giardiniere giapponese che ogni mattina dispone diversamente le pietre e la sabbia del suo giardino — potrebbe allora produrre, con un "nonnulla", l'inatteso quasi impercettibile che annuncia una nuova giornata.
Così, attraverso una riduzione del tempo – non conservando che l'effimero — attraverso una riduzione dello spazio — non accordando importanza che ai frammenti — ci avvicineremmo a poco a poco all'essenziale, restando completamente nell'ordine materiale. Costruire sulla sabbia non è forse coltivare l'attesa dell'inatteso?

Algirdas Julien Greimas, Dell'imperfezione.

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I Miss You

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La voce di Franco

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In via Peyron a Torino c'è una galleria piccola piccola nella quale ho visto alcune recenti grandi opere di Franco Borrelli. All'origine di questo suo lavoro ci sono fotografie riprese in varie parti del mondo, ma trasformate in una visione del tutto interiore dalla intensa postproduzione a cui le sottopone l'artista. L'effetto d'insieme si distacca però dalla perversa moda attuale che impone lo stravolgimento a colpi di Photoshop delle tracce ottiche, allo scopo di rendere "interessanti" immagini altrimenti di una banalità sconcertante. La sintesi trovata da Borrelli è infatti davvero convincente. Sono luoghi della mente, senza alcuna pretesa che debbano esistere, anche se niente di ciò che si vede è inventato di sana pianta. L'ambiguità tra verosimile e inverosimile è condotta in punta di elaborazione nella terra di nessuno della narrazione bastante a se stessa. Nulla da dimostrare, nulla da comunicare, solo la fisica, e al contempo inattesa, prese…

10.12.13 #02 Torino (Italia)

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Urban Totem

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Un successo meritato

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L'ultima inagurazione della terza stagione espositiva a ZonaCottini è stata davvero una chiusura in bellezza. I lavori di Virginia Chiodi Latini e Marco Illuminato si sono integrati splendidamente in un allestimento che ne ha esaltato le specificità, ma anche i molti punti di riflessione nascenti dal loro felice accostamento. Il pubblico presente ha confermato la bontà delle scelte curatoriali con ripetuti apprezzamenti e una viva curiosità che ha ripetutamente coinvolto gli artisti con domande e richieste di approfondimento su concetti e tecniche dei loro lavori. Nel ringraziare gli intervenuti, e invitando gli interessati a visitare la mostra entro il prossimo 28 maggio, non resta che dare appuntamento a tutti alla prossima stagione 2011/2012 per la quarta edizione di ZonaCottini.







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Immagini da ZonaCottini

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Domani, venerdì 13 maggio 2011, alle ore 18:30 apre allo spazio ZonaCottini l'ultima doppia personale di questa stagione espositiva. Virginia Chiodi Latini e Marco Illuminato presentano al pubblico due lavori sul fotografico che trovano nelle diverse tecniche e concezioni un inedito dialogo di estremo interesse.
Di seguito, qualche mio scatto di backstage. Maggiori info sulla mostra sono QUI.







Blue Night

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Urban Vegetation

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L'ultima della stagione

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MIMESIS
A CURA DI GIANPAOLO AGHEMO E FULVIO BORTOLOZZO


VIRGINIA CHIODI LATINI
MARCO ILLUMINATO
13– 28 maggio 2011

Spazio espositivo ZONA COTTINI
Via Castelgomberto 20, Torino

Inaugurazione venerdì 13 maggio 2011, ore 18:30

Con MIMESIS si chiude la stagione espositiva di ZonaCottini. Il programma di mostre basate sulla formula delle doppie personali che ha visto un artista visivo ed un fotografo/a ha raccolto un buon successo di pubblico. In questa mostra presentiamo Marco Illuminato e Virginia Chiodi Latini, entrambi già allievi del Liceo Cottini. Marco Illuminato ci propone le sue tele di grandi dimensioni con ibridazioni di tecniche operative che rendono ambigua la lettura dell’immagine. Virginia Chiodi Latini nelle sue fotografie ci offre invece scenari fantastici che danno vita a turbamenti reali.

Orari:
Lunedì - venerdì ore 9:00 – 21:00
Sabato ore 9:00 – 13:00

Ingresso Gratuito

Informazioni:
Ass. Galleria R…

Notte verde a Torino

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Mai tutto d'un colpo

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Giovedì scorso, negli appassionati locali del Circolo dei Lettori di Torino, l'amico Edoardo Hahn ha inaugurato una sua piccola personale intitolata La stanza dello scrittore, dedicata ai luoghi di lavoro di undici nomi della letteratura. Un progetto condotto con tutta la raffinata sensibilità di cui è grandemente capace e che spero vivamente venga proseguito con altri autori e in altri luoghi. Di seguito, qualche mio appunto dall'evento, con l'invito ad andare a vedere la mostra entro il 15 maggio prossimo.



























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