La Forma di Martina, secondo Benedusi


"Selfportrait In A Public Toilet" dalla serie Appunti per gli occhi.

Da qualche giorno si discute nella rete sull'esposizione alla Fondazione FORMA di Milano di alcuni autoritratti fotografici realizzati da Martina Colombari.

Devo dire che la mia opinione in merito si è andata formando, e modificando, nel corso del tempo. La prima notizia l'ebbi per passaparola, fugace e imprecisissima diversi giorni fa, ma ero troppo impegnato nel Lens Based Art Show per andare oltre un intimo disappunto. Poi un post rilanciato su Facebook il 24 novembre scorso dal blog di Marco Crupi mi diede le prime informazioni un po' più precise. Condividendole a mia volta, commentai d'istinto così:
Ennesima dimostrazione di come chi dirige FORMA pensa solo al denaro e alla visibilità, non importa se ottenuta con Henri Cartier-Bresson o Martina Colombari. Proprio un bell'esempio di responsabilità culturale...
La mia prima posizione fu quindi molto chiara. Attribuivo alla Fondazione FORMA per la Fotografia la diretta e colpevole responsabilità di aver "messo al muro" le fotografie di Martina Colombari in quello che nelle menti di molti appassionati, professionisti ed esperti del settore si era venuto a configurare negli anni come un vero e proprio "tempio laico" consacrato alla Fotografia con la "F" maiuscola, sia storica sia contemporanea.
Si trattava quindi ai miei occhi di "cacciare i mercanti dal tempio", per usare una metafora evangelica. La presenza "impura" della Colombari a FORMA, famosa non certo per le sue fotografie, ma per la sua avvenenza messa al servizio dei media, mi appariva intollerabile e persino offensiva. Un vero e proprio schiaffo morale non solo ai tantissimi ben più meritevoli di lei di esporre in quel luogo, ma anche alla stessa mission culturale di FORMA, o almeno a quella che m'immaginavo dovesse essere.

La sintesi di questa posizione la espressi il 25 novembre sul mio status di Facebook:
Fulvio Bortolozzo pensa che Martina Colombari sia un riflesso condizionato in uno specchio deformato: quello specchio si chiama FORMA.
"Selfportrait With Man"
dalla serie Appunti per gli occhi.

A sostegno del mio pensiero trovai molti altri contributi, tra i quali spiccava quello decisamente radicale di Cristina Nuñez, pubblicato on line addirittura in forma di petizione.

In seguito però potei vedere il video di un'intervista a Denis Curti e un video di una "esperienza" di Martina Colombari, sempre a FORMA, sempre all'interno della manifestazione Fotografica della Canon Italia, ma di un anno prima e diretta da un personaggio della vicenda che non avevo ancora messo a fuoco: Settimio Benedusi.

Il tentativo di Curti nell'intervista mi appare quello di limitare i "danni collaterali" della levata di scudi su "Martina fotografa". Precisa difatti che la manifestazione Fotografica non c'entra niente con la normale programmazione culturale di FORMA, anche se avvengono negli stessi locali. Finendo però per dire in sostanza che si tratta di una pura e semplice transazione commerciale nella quale Canon Italia paga FORMA per godere del suo prestigio culturale e FORMA prende i soldi da Canon Italia per foraggiare la programmazione da cui deriva il prestigio che poi "rivende" a chi sia interessato a sfruttarlo. Davvero edificante... A mio parere, la managerialità del ragionamento salva, forse, la borsa, ma perde per strada il motivo ultimo del "prestigio" così accuratamente costruito a tavolino: il progetto culturale.

Fin qui le responsabilità di FORMA. Ma più interessante, e decisivo per la mia attuale opinione, è il contributo di Benedusi. Il fotografo esposto sui muri di FORMA è difatti lui e non la Colombari.

Benedusi dichiara ripetutamente che, a fronte della semplicità di ottenere fotografie corrette e persino occasionalmente "belle" con le fotocamere attuali da parte di chiunque per quanto inesperto egli sia, il senso di un'operazione sta ormai solo in quello che lui definisce "il racconto", mentre più direttamente andrebbe chiamato "il progetto".

Ora, chi controlla il progetto nel caso specifico? La Colombari? No, niente affatto: lo controlla Benedusi. È lui ad istruire Martina, lui a selezionare cosa mostrare e cosa no, lui a firmarsi addirittura come curatore della mostra. Quindi Martina, pur autoritraendosi, affoga nelle migliaia di scatti le mille Martine possibili e Benedusi estrae e decide quali devono essere quelle mostrate, quelle omogenee al suo pensiero su Martina.
La posizione autoriale di Benedusi non è affatto una novità. Da Marcel Duchamp in avanti l'autore di un'opera non è chi la esegue, ma chi ne ha l'idea e il controllo concettuale. Mutatis mutandis, e fatte le debite diminuzioni di scala culturale e artistica, si tratta quindi di un'operazione davvero molto più gravida di conseguenze di quanto pensassi all'inizio.

Benedusi difatti non è solo il vero e unico autore del progetto, mentre la Colombari non ne è che l'estensione puramente operativa, ma la cosa ancora più importante è che dimostra come sia possibile partire da una qualsiasi selezione di scatti, tra le migliaia fatti eseguire da un operatore, (Colombari o chiunque altro/a: compresi bambini in tenerissima età, persone incapaci di intendere e volere, animali in grado di azionare una fotocamera) per ottenere un proprio progetto fotografico di un qualche senso compiuto. Ovviamente,
ça va sans dire, il progetto rimane comunque sempre proporzionato al talento e al livello culturale del suo autore.

Siamo però davvero ben oltre la semplice trovatina commerciale per raccogliere i quattrini dello sponsor giocandosi la carta (gratuita pare...) della bellona di turno. Siamo ad un nodo importante per capire che la fotografia, in sè, non è nulla: solo un'immagine ottica, per di più muta e mutevole. Il senso è nel progetto (il racconto...). Chi detiene il progetto realizza l'opera, chi invece si limita a fotografare senza progetto, sta solo portando a spasso un aggeggio fototecnico con cui può, al limite, baloccarsi con le belle forme che se ne possono ricavare con sempre minor sforzo fisico e, soprattutto, mentale.


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I premi del Lens Based Art Show




FRANCESCA TILIO / ME²
PREMIO CAMERA D'ORO

Motivazione
La messa in scena di un autoritratto fotografico esteso all’interpretazione di altre donne coinvolte nel suo atto performativo apre perturbanti porte emotive sugli aspetti più profondi e reconditi della personalità umana.



ALESSANDRA PEDONESI / OPEN WALLS SCENES
PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA

Motivazione
La costruzione di una serialità basata su dinamismi apparentemente inessenziali conduce l’osservatore ad uno slittamento percettivo dal piano profilmico a quello squisitamente associativo ed onirico.

GABRIELE TOZZI / REASONS IN SILENCE - DECAY IN ITALY

PREMIO OPERA PRIMA

Motivazione
Partendo dall’osservazione dell’abbandono degradante in cui versano luoghi del patrimonio storico-industriale italiano costruisce un teatro visivo interiore dotato di una sua metaforica ed inquietante fascinazione.

ANNAMARIA BELLONI / IL GENE ROSSO (MC R1)

MENZIONE ONOREVOLE

Motivazione
Prendendo spunto da una previsione scientifica, mette mano alla realizzazione di una collezione virtualmente inesauribile di ritratti, costruendo così nell’osservatore una relazione concettuale nuova tra la traccia fotografica e il soggetto in essa raffigurato.

PIER PAOLO FASSETTA / ATTESA
MENZIONE ONOREVOLE

Motivazione
L’anonima transitorietà di un luogo di passaggio della contemporaneità diviene occasione per un ripensamento visivo, in chiave metaforica, della sospensione di movimento come atto interiore.



SUSAN KAMMERER / SENTIERI URBANI
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
La scelta di ricollocare a pavimento le serie di segni e oggetti prelevati dalla traccia ottica nel contesto urbano porta con grande efficacia l’attenzione sui meccanismi concettuali della percezione dello spazio.



ALLEGRA MARTIN / FAKES
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
Con pregevole precisione realizzativa, e raffinata presentazione oggettuale, le installazioni di un Museo di Scienze Naturali divengono luogo di verifica concettuale delle ambiguità insite nella percezione di una fotografia.



ROBERTO RICCA / FUORI I SECONDI
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
La paradossale freschezza di uno stile documentario aderente ai canoni della tradizione fotografica, esprime con notevole efficacia visiva la sfera emotiva del ring.

MATILDE SOLIGNO / ARCHAIOLOGIA
MENZIONE SPECIALE

Motivazione
L’ipotesi progettuale di osservare luoghi contemporanei con un approccio “archeologico” introduce un inatteso straniamento percettivo, ulteriormente rafforzato dalla ipnotica colonna sonora del video che accompagna l’installazione espositiva.

Lens Based Art Show

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Un fine settimana d'oro



Con il prossimo fine settimana si concludono gli eventi del
Lens Based Art Show.
Sabato 20 novembre 2010

Hall
Letture portfolio
10:00 – 13:00
15:00 – 17:30
Fulvio Bortolozzo
Giancarlo Torresani

Sala conferenze "A"

10:30
Mauro Raffini presenta:
Dal reportage ai luoghi urbani

12:00
Dal portfolio al progetto
Incontro con Edoardo Hahn, Stefano Mirti, Giancarlo Torresani. Modera Sandro Pisani,

15:30
Valore e reputazione: i contenuti si reinventano sul Web
Tavola rotonda con Angelo Cucchetto, Pasquale Diaferia
e Fabrizio Pivari. Modera Sandro Pisani.

17:30
Giancarlo Torresani presenta:
La didattica nel Dipartimento Attività Culturali FIAF


Domenica 21 novembre 2010

Hall
Letture portfolio

10:00 – 13:00
Fulvio Bortolozzo
Stefano Mirti

Giancarlo Torresani


15:00 - 18:00
Flavio Franzoni e Giulia Zorzi
Giancarlo Torresani
Sala conferenze "A"
10:30
Mauro Brondi presenta:
Effettonotte on line

12:00
Paolo Aghemo presenta:
La Galleria Cottini

15:30
Giulia Zorzi presenta:
Micamera: una formula innovativa

17:30
Mario Mattioda, Stefano Mirti e Giuseppe Vele presentano:
όψις (opsis), l'enciclopedia di tutti i tempi, tutte le persone, tutti i paesi.

19:00
Cerimonia di consegna del Premio Camera d'Oro e degli altri premi e menzioni assegnati dalla Giuria del Lens Based Art Show
partecipano: Fulvio Bortolozzo, Claudio Gilli, Stefano Mirti, Enzo Obiso, Sandro Pisani, Giancarlo Torresani
e Daniela Trunfio.


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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net
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L'avventura continua...



Dopo il successo dell'inaugurazione, e della prima domenica di letture portfolio e incontri, prosegue anche questo fine settimana l'avventura del
Lens Based Art Show .
SABATO 13 NOVEMBRE 2010Dalle 10:00 alle 13:00, Sara Munari e Daniela Trunfio incontreranno le persone già prenotate nei giorni scorsi. Sarà molto interessante assistere ai vari colloqui in programma perché non necessariamente si vedranno sfogliare i tradizionali portfolio. Lo spirito del LBAS è difatti aperto ad ogni forma espressiva basata sul fotografico e anche alla semplice necessità di avere mezz'ora di tempo per confrontarsi con una persona stimata sui vari aspetti del fare fotografia.
Alle 10:30 parte in sala A il primo incontro di questo week end:Le nuove agorà: blog e new mediaPartecipano: Andrea Deaglio, Fabrizio Esposito, Luca Guglielminetti e Susanna Legrenzi. Modera Fulvio Bortolozzo.
Si discuterà delle esperienze di ciascuno dei relatori sull'uso del Web 2.0 come luogo sperimentale di contatto e scambio d'idee sul fotografico e non solo attraverso webzine, blog, portali e progetti crossmediali.

Segue alle 12:00Dopo la fotografia
Incontro con
Bruno Boveri, Luigi Gariglio, Antonio La Grotta, Luca Luciano, Silvia Reichenbach ed Ezio Turus. Modera Fulvio Bortolozzo.
La tradizione fotografica sta mescolandosi ogni giorno di più con l'arte contemporanea attraverso contaminazioni d'ogni genere. Siamo forse sulla soglia di un superamento del fotografico?

Nel pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00 saranno ben 4 gli esperti impegnati nelle letture portfolio: Luigi Gariglio, Susanna Legrenzi, Sara Munari, Ezio Turus
In sala A si svolgeranno 4 incontri.
14:00 Fatma Bucak presenta il suo progetto:
Allegorie della Colpevolezza

15:30
Luca Luciano presenta il progetto:Diogene, bivacco urbano17:00 Luca Guglielminetti presenta la relazione:
Photocross: attraversando i nuovi media

18:30
Susanna Legrenzi presenta la webzine:
Big Ben Zine



DOMENICA 14 NOVEMBRE 2010
Dalle 10:00 alle 13:00 si svolgerà Il racconto fotografico, workshop di Sara Munari.Le procedure della Street Photography per vedere, capire e scattare immagini di strada.Due gli incontri mattutini in sala A:
10:30 La fotografia non abita più qui?
Incontro con Paolo Aghemo,
Bruno Boveri, Daniela Trunfio, Luca Luciano e Luigi Gariglio. Modera Fulvio Bortolozzo.Torino è città originaria della fotografia in Italia; città all'avanguardia negli anni '80 con la sua Biennale Internazionale di Fotografia; città che ha visto operare per oltre vent'anni una libreria-galleria fotografica come l'Agorà. Cosa rimane oggi? Cosa fare per ritrovare slancio e prospettiva anche in relazione alle nuove e fortunate iniziative nascenti nel resto d'Italia?12:00 Verità e fotografia
Incontro con
Francesco Cianciotta, Susanna Legrenzi, Davide Pagliarini e Rodolfo Suppo. Modera Fulvio Bortolozzo.Annosa questione che ha tormentato generazioni di fotografi e critici. Spesso collegato alle funzioni documentali e giornalistiche, il problema della verità di una fotografia solleva questioni più profonde che attengono al rapporto stesso tra l'esistenza umana e la sua proiezione ottica nel mondo parallelo delle immagini.Nel pomeriggio dalle 15:00 alle 18:00 saranno tre gli esperti impegnati nelle letture portfolio: Francesco Cianciotta, Luigi Gariglio, Luca Luciano.
In sala A si svolgeranno 3 incontri.
15:30 Sara Munari presenta il libro:
Oceano India

17:00
Davide Pagliarini e Gianluca Agazzi
presentano la ricerca: Paesaggi Minimi
con la partecipazione di Fulvio Bortolozzo

18:30
Francesco Cianciotta presenta il progetto:
Trilogia del manager errante del quale il libro Un viaggio a parte è il primo capitolo

In conclusione non resta che invitare alla partecipazione, anche per scoprire, o tornare a rivedere, le oltre 200 opere dei 40 artisti selezionati per la mostra del Lens Based Art Show. Si ricorda tra l'altro che questa è una mostra-concorso. Solo ad uno degli artisti esposti verrà assegnato, domenica 21 novembre, il Premio Camera d'Oro.

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Evento: LENS BASED ART SHOW 
Luogo: Villa Gualino, viale Settimio Severo 63, 10133 Torino. 
Periodo: dal 6 al 30 novembre 2010 
Orario: dalle ore 10 alle ore 20:00, tutti i giorni; ingresso libero
Informazioni:  fulvio@bortolozzo.net
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HF Distribuzione al LENS BASED ART SHOW



Un breve video per dare testimonianza della bella partecipazione di HF Distribuzione alla serata d'inaugurazione del Lens Based Art Show di sabato 6 novembre 2010 e alla prima intensa giornata di letture e incontri di domenica 7.

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