Limpide e fredde

Torino, 13 aprile 2006 /8
"Candidati" © Fulvio Bortolozzo 2006.

Gli abitanti di Valdrada sanno che tutti i loro atti sono insieme quell'atto e la sua immagine speculare, cui appartiene la speciale dignità delle immagini, e questa loro coscienza vieta di abbandonarsi per un solo istante al caso e all'oblio. Anche quando gli amanti dànno volta ai corpi nudi pelle contro pelle cercando come mettersi per prendere l'uno dall'altro più piacere, anche quando gli assassini spingono il coltello nelle vene nere del collo e più sangue grumoso trabocca più affondano la lama che scivola tra i tendini, non è tanto il loro accoppiarsi o trucidarsi che importa quanto l'accoppiarsi o trucidarsi delle loro immagini limpide e fredde nello specchio.
(Italo Calvino, Le città invisibili)

Lui e i merli

Milano, 12 novembre, ultimo treno regionale per Torino.
"Appunti per gli occhi" © Fulvio Bortolozzo 2009

Se l'uomo investisse nel fischio tutto ciò che normalmente affida alla parola, e se il merlo modulasse nel fischio tutto il non detto della sua condizione d'essere naturale, ecco che sarebbe compiuto il primo passo per colmare la separazione tra... tra che cosa e che cosa? Natura e cultura? Silenzio e parola? Il signor Palomar spera sempre che il silenzio contenga qualcosa in più di quello che il linguaggio può dire. Ma se il linguaggio fosse davvero il punto d'arrivo a cui tende tutto ciò che esiste? O se tutto ciò che esiste fosse linguaggio, già dal principio dei tempi? Qui il signor Palomar è ripreso dall'angoscia.
(Italo Calvino, Palomar)

Lavori in Villa


L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la seconda mostra collettiva della rassegna LAVORI IN CORSO.

Le fotografie selezionate per quest'esposizione rappresentano lo "stato dell'arte" degli autori nel loro personale cammino di ricerca visiva.

Nell'intento di permettere a ciascun partecipante un riscontro diretto sul rapporto esistente tra progettualità individuale e coinvolgimento del pubblico, si è dato molto spazio alle serie d'immagini omogenee. Tutte sorrette dall'intenzione esplicita di "conquistare" un proprio significato in virtù della ripetizione, e variazione, del loro tema di fondo.

Come nella precedente esperienza, il momento espositivo, lungi dal voler essere l'occasione per tirare le fila di discorsi ancora germinali o in pieno svolgimento, viene vissuto come indispensabile punto di passaggio critico per l'irrobustimento della consapevolezza progettuale degli autori esposti.

L'auspicio del curatore di LAVORI IN CORSO II è quello di veder crescere, anche grazie ad iniziative come questa, il maggior numero possibile di nuove volontà espressive orientate ad una concezione perfomativa, procedurale e progettuale della pratica fotografica.



LAVORI IN CORSO II

1° dicembre 2009 - 10 gennaio 2010

a cura di Luigi Walker

Fotografie di Fabrizio Amort, Luca Capello, Daniele Druella, Francesco Germinara, Marco Masanotti, Marcello Torti.

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Presentazione:
martedì 1° dicembre 2009
alle ore 19:00


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle 19:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)

cel. 348.774.7360 (Bortolozzo)
e-mail info@osservatoriogualino.net
web www.osservatoriogualino.net




Osservare con calma

"Appunti per gli occhi" © Fulvio Bortolozzo 2009

Scoprivo che un medesimo viaggio si poteva prolungare, ripetere e moltiplicare attraverso la lettura di libri, lo studio delle mappe, l'osservazione delle immagini e delle fotografie. Scoprivo anche che quel modo di spostarsi aveva addirittura un vantaggio rispetto allo spostarsi fisicamente, nel senso che il percorso iconografico permetteva di fermarsi, osservare con calma, tornare all'immagine precedente, cosa che spesso in un vero viaggio non si ha né il tempo né la possibilità di fare.
(Ryszard Kapuściński, In viaggio con Erodoto)

Hopper a Milano

© Fulvio Bortolozzo 2009

Una bella fila di persone mi accoglie nel cortile di Palazzo Reale a Milano. Tutti in attesa, più o meno paziente, di vedere dal vero i capolavori di Edward Hopper. L'aspettativa è grande, però, come già mi era successo con la precedente mostra di Magritte, in questo palazzo finisco per consumare anche piccole delusioni.

Per dare a Cesare quel che è di Cesare, devo subito dire che sia l'accoglienza, sia l'allestimento, danno prova della solita positiva laboriosità meneghina. Tutto è stato fatto per il meglio. Il catalogo anche. Persino di più. Nel senso che alcuni dei pezzi più importanti realizzati da Hopper si possono vedere solo lì. Qui nasce il retrogusto amaro della mia delusione. La comunicazione mediale della mostra ha, almeno con me, lavorato "troppo bene". Una mostra intitolata "Edward Hopper" aveva fatto nascere nella mia fantasia sogni di gloria. Come, per esempio, quello di poter vedere un'antologica piuttosto completa dell'artista senza dover per forza volare negli States.

Errore, errore. In realtà vengono esposti i pezzi eccellenti, davvero pochi, della collezione del Whitney Museum di New York assieme a opere iniziali e minori, bozzetti preparatori, schizzi, davvero tanti. Intendiamoci, per approfondire la metodologia operativa dell'artista, questa mostra è importante. Dal mio punto di vista, fotografico of course, ho anzi avuto un'occasione per riflettere sull'importanza, a mio parere non ancora sufficientemente indagata, dell'uso della fotocamera nei progetti hopperiani proprio osservando in mostra alcune opere finite e gli studi relativi.

Persino un piccolo set predisposto da un artista contemporaneo per far giocare il pubblico al tableau vivant, cioè alla soddisfazione di "entrare" in una composizione famosa di Hopper, Morning Sun, dava in effetti lo spunto per ragionare sulle sue scelte a volte fortemente antiprospettiche. Del tutto insufficienti invece le postazioni informatiche, contenenti solo qualche notizia e immagine.

In sintesi, si tratta, a mio parere, di una mostra molto specifica e davvero utile solo per chi già conosca Hopper e desideri capirne meglio il percorso di costruzione del suo particolarissimo modo di dipingere. In questo senso sono ben contento di averla vista, ma forse mi sarei risparmiato qualche pullman di visitatori "giocondeschi" se solo l'agenzia di comunicazione avesse, per una volta, detto la verità sul prodotto in vendita.

Lo so, pretendo troppo.

P.S.- Dopo la pubblicazione di questo post mi è stato riferito da fonte affidabile che, alla faccia della "positiva laboriosità meneghina", la mostra è stata in realtà comperata "chiavi in mano" dal Comune di Milano al Whitney Museum di New York. Mentre però nasceva a New York come mostra dichiaratamente settoriale, dedicata al rapporto tra Edward e sua moglie, qui in Italia diventa il Grande Evento farlocco nel quale sono inciampato. Bravissimi, applausi a scena aperta...


Un iraniano a Torino

© Mohammadreza Mirzaei
Sono davvero lieto di poter proporre al pubblico torinese un incontro-conferenza con il giovane autore iraniano Mohammadreza Mirzaei.

Mirzaei vive e lavora a Teheran. Da alcuni anni porta avanti un pensiero originale sulla realtà culturale del suo Paese, con riferimenti forti alle migliori tradizioni fotografiche internazionali. Nell'occasione di questo suo viaggio in Europa ha voluto sostare a Torino per rinsaldare di persona i rapporti virtuali che da qualche tempo intrattiene con me via Internet. Durante la serata Mohammadreza presenterà uno slide-show e commenterà i progetti in corso, mettendosi a disposizione degli intervenuti per approfondirne i vari aspetti.

Spererei proprio che la partecipazione all'evento sia degna della sua eccezionalità. Per questo motivo esorto i miei concittadini, e gli amici più vicini, a non voler mancare a questo appuntamento.

UN IRANIANO A TORINO

Slide Show e conferenza di Mohammadreza Mirzaei

A cura di Fulvio Bortolozzo

Venerdì 27 novembre alle ore 18:00


Sede della conferenza:

Villa Gualino
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Informazioni:
e-mail borful@gmail.com


Artissima 16

Non c'è due senza tre. Rieccomi qui con il mio "pezzo" su Artissima fatto come al solito con la "muta" sequenza cronologica della fotografie scattate durante l'incursione di ieri pomeriggio.

Così, a caldo, mi è sembrata un'edizione con meno cose da vedere, ma diverse delle quali interessanti. Parecchie le ho trovate nelle gallerie tedesche, berlinesi in primis. Una presenza rilevante, forse dovuta al ventennale della caduta del Muro? Buone cose le ho incontrate anche tra Londra e New York. Fotografia sempre a piene mani. Dei Luigi Ghirri deliziosi, Struth giganteschi, Ruff anche, un Olivo Barbieri amazzonico, un bel pezzo storico di Eggleston, vari altri autori e, udite, udite nemmeno un Basilico!!!! Devo essermelo perso io, perché un'edizione di Artissima senza un po' di basilico, mi parrebbe quasi un sacrilegio ;-)


Chi desidera ri-vedere le fotografie delle due edizioni precedenti può cliccare qui e qui.

Too Much or Nothing


L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la sua quinta mostra fotografica.

Sotto il titolo Too much or nothing viene per la prima volta presentata come organico lavoro a quattro mani quella felice convergenza progettuale nata tra Edoardo Hahn e Francesco Nencini nell'occasione della loro recente partecipazione alla rassegna sul lavoro contemporaneo organizzata dall'Associazione Pol!femo di Milano.

Pur lavorando senza conoscere il progetto l'uno dell'altro, Hahn e Nencini raggiungono una complementarietà così strabiliante da rendere quanto mai opportuno considerare come due facce della stessa medaglia i loro esiti individuali.

Mentre Hahn sceglie il colore e un'osservazione prospettica impassibile degli interni di luoghi inspiegabilmente abbandonati da ogni persona e attività produttiva, Nencini trova in un bianco e nero voyeuristico, con echi hitchcockiani, la soluzione ideale per scrutare dall'esterno negli eccessi delle vite d'ufficio, immerse in orari impossibili e fatiche mentali altamente tossiche.

"Troppo o niente", sembra purtroppo sempre più questo il paradigma di quel lavoro su cui si fonda la nostra Costituzione. Un gravissimo regresso civile e sociale del nostro tempo che i due autori contribuiscono validamente a rimarcare.

TOO MUCH OR NOTHING

Fotografie di Edoardo Hahn e Francesco Nencini

A cura di Fulvio Bortolozzo

27 ottobre - 29 novembre 2009

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Presentazione:
martedì 27 ottobre 2009
alle ore 19:00


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle ore 9:00 alle 21:00
(ingresso libero)


Info: fulvio@bortolozzo.net


IL PHOTO FESTIVAL DI TORINO


Ebbene sì, quest'anno partecipo anch'io al Turin Photo Festival che apre i battenti giovedì prossimo 15 ottobre alle 18:30 nella suggestiva sede principale della ex Manifattura Tabacchi, ribattezzata per l'occasione con l'antico nome di "Città della Luce".

Gli autori selezionati sono oltre sessanta e ho già intravisto durante l'allestimento una variegata ricchezza di proposte che renderà particolarmente attraente la manifestazione. Questa ultima fase di preparazione del festival non è poi meramente tecnica perché ogni autore viene chiamato ad appendere da sè le opere e persino le didascalie, "autoprodotte" secondo i criteri grafici ricevuti dall'organizzazione. Una formula davvero inedita, escogitata dai curatori Mauro Villone e Lidia Urani forse per contenere i costi, ma che ha il pregio di mettere a contatto diretto gli autori i quali, nello scambiarsi martelli, ganci e biadesivo in questo strano "cantiere dell'arte", finiscono per parlarsi di fotografia e vita vissuta. In un ambiente tradizionalmente chiuso ed autoreferenziale come quello della fotografia torinese si tratta a mio avviso di una piccola, ma estremamente positiva, "rivoluzione culturale".
Per mia parte, espongo in quella sede solo un paio di notturni torinesi di 40x50cm estratti dalla serie "Scene di passaggio (Soap Opera)" . Un tempo opere di queste dimensioni sarebbero state considerate normali, o persino "grandine", ma nel festival fanno la figura di miniature se paragonate a molte altre opere che rincorrono i metri quadri con la notevole generosità consentita dagli attuali sistemi di stampa digitale.

Oltre a questa presenza nella Città della Luce che ha lo scopo di "fare gruppo" e condividere con gli altri l'esperienza espositiva, ho altri due appuntamenti che mi riguardano.

Il primo è venerdì 16 ottobre alle ore 19 presso la giovane galleria Artefilia / My Personal Gallery di via Barbaroux 40/D. Si tratta di una videoproiezione dal tema "Spazi urbani: l'estetica della trasformazione". Partendo da un excursus visivo sul mio lavoro, e da riflessioni sulla tradizione fotografica cui faccio riferimento, proporrò all'attenzione dei presenti alcune considerazioni sul continuo divenire dell'urbanizzazione come sostanziale forma estetica "permanente" del nostro tempo. Chi fosse interessato alla cosa, avvisi della sua presenza perché i posti sono limitati.

Il mio secondo appuntamento è l'inaugurazione di una piccola personale che ho intitolato SPAZI URBANI, sempre nell
a galleria Artefilia / My Personal Gallery di via Barbaroux 40/D, alle ore 18:30 di martedì 20 ottobre prossimo. Nell'occasione esporrò alcune recentissime opere dedicate alla trasformazione urbana torinese. Penso perciò di poter dare buone soddisfazioni agli amici e conoscenti che vorranno darmi il piacere della loro presenza durante il momento inaugurale.


SPAZI URBANI
Fotografie di Fulvio Bortolozzo.
20-31 ottobre 2009

Sede:
Artefilia / My Personal Gallery
Via Barbaroux 40/D, Torino

Videopresentazione:
"SPAZI URBANI: L'ESTETICA
DELLA TRASFORMAZIONE"
venerdì 16 ottobre 2009, ore 19
(ingresso libero - prenotazione consigliata)

Inaugurazione della mostra:
martedì 20 ottobre 2009, ore 18:30

Orario di visita:
dal lunedì al sabato, ore 16-19:30
Il mattino su appuntamento (domenica chiuso)

Informazioni e prenotazioni:
e-mail fulvio@bortolozzo.net
cel. 335.778.7136 (Elena)
e-mail elena.artefilia@hotmail.it

CONFINI 07

L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la quarta mostra fotografica di un ciclo espositivo che si concluderà nel dicembre 2010.

L’idea di una rassegna fotografica che sia allo stesso tempo un momento di verifica ed un trampolino per autori che propongono immagini di ricerca e mostrano buona progettualità nasce nel 2001 da MassenzioArte ed è subito affiancata nella selezione e progettazione da PhotoGallery. Dal 2009 alle location storiche di Roma e Firenze si affiancano partner di rilievo come Osservatorio Gualino di Torino e Lanterna Magica di Palermo.
Confini è ormai il principale appuntamento annuale in Italia per presentare nuovi autori fra quanti propongono un modo alternativo di immaginare la fotografia.



CONFINI 07
Fotografie di Angelina Chávez, Susan Kammerer, Marco Ioannucci, Stefano Parrini.
6 - 25 ottobre 2009

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Inaugurazione:
martedì 6 ottobre 2009
dalle ore 17:30 alle ore 20:30


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle 10:00 alle 20:00
(ingresso libero)


Informazioni:
e-mail fulvio@bortolozzo.net



Un pezzo dopo l'altro

Se questo cancro che colpì il popolo tedesco non fu troppo evidente al principio, fu perché vi erano bastanti energie sane che lavoravano a limitarlo. Ma poiché crebbe e crebbe e, alla fine, con un decisivo atto di malafede s'impadronì del potere, il cancro scoppiò e inquinò l'intero corpo politico.

(brano estratto da un volantino della Resistenza distribuito nel 1942, pubblicato in William Sheridan Allen, "Come si diventa nazisti", Einaudi)

OLIMPIA


L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la terza mostra fotografica di un ciclo espositivo che si concluderà nel dicembre 2010.

La serie Olimpia è la traccia fotografica degli spostamenti dell'autore attraverso il paesaggio urbano della nuova Torino olimpica. Le immagini sono state realizzate tra il 12 aprile 2004 e il 10 febbraio 2006, giorno di apertura dei Giochi.

L'impostazione concettuale di questa serie nasce dall'opera aperta Scene di passaggio (Soap Opera), della quale mantiene inalterato il rapporto strettamente autobiografico con l'atto del fotografare e la successione cronologica della presentazione delle opere.

Per dare maggiore respiro iconografico alle fotografie, l'autore ha scelto di osservare luoghi non ancora radicati nell'immaginario collettivo. Al riconoscibile centro storico torinese si sono preferite le anonime cubature residenziali della Spina Centrale, i siti privati dall'aspetto pubblico, i centri del consumo massificato e i grandi assi di circolazione.



OLIMPIA
Fotografie di Fulvio Bortolozzo
15 settembre - 3 ottobre 2009

Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Inaugurazione:
martedì 15 settembre 2009
dalle ore 18:00 alle ore 20:30


Orario di visita:
tutti i giorni, dalle 10:00 alle 20:00
(ingresso libero)


Informazioni: fulvio@bortolozzo.net


Photography is a crime

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Divertente la deriva che sta prendendo questa discussione sul blog di Sandro Iovine.
Si torna inevitabilmente a parlare di verità e a dire che la fotografia è falsa, perché è un linguaggio, perché lo dice la semiologia, ecc. ecc.

Verrebbe da domandarsi cosa aspettino le autorità di polizia a diffondere la buona novella presso i loro agenti, magari con un bel corso obbligatorio di semiotica e arte contemporanea. Potremmo così finalmente fotografare gli obiettivi strategici, esattamente come già ora possiamo passare nei loro pressi pensando a ciò che vogliamo senza che nessuno ci chieda conto di tali pensieri. Evidentemente, con santa pace dei brillanti studenti d'arte e dei loro professori, un qualche straccio di utilità, e quindi pericolosità, una fotografia deve pur averla se praticarla rischia di essere assimilato ad un atto di terrorismo.

Scendendo giù dall'empireo della filosofia della percezione e tornando lì, nella strada, dove tanta eccellente fotografia d'autore è stata fatta, bisogna avere il coraggio, tutto conservatore e tradizionalista, di dirci che la fotografia consente di acquisire, e diffondere, informazioni visive ricavate dal passaggio della luce attraverso un sistema ottico e conservate su un supporto durevole. Oggi come nel 1839. Queste informazioni sono ancora dannatamente UTILI a chi se ne serva per qualche scopo preciso perché rispecchiano in modo ampiamente verosimile quanto avrebbe potuto essere osservato ad occhio nudo da una persona messa nella stessa situazione della fotocamera. Ovviamente questo accade se si rispettano delle procedure specifiche. Quindi un gruppo terroristico, così come un medico (raggi X, ecografie, TAC, ecc.), un astronomo, un militare e persino un artista contemporaneo, continuano ad ottenere da una fotografia dati visivi affidabili e utilissimi per le loro attività di conoscenza.

Ecco di cosa vanno a caccia le polizie inglesi e internazionali. Ed ecco perché fa tanto comodo ai poteri forti che la gente smetta di fotografare ciò che vede e si metta a giocare con Second Life o a fare fotorealismo con Photoshop seguendo gli insegnamenti dei guru filosofici, che un mio antico amico tedesco con la barba avrebbe definito "borghesi".
Fotografare è davvero un crimine, ma lo è contro l'ignoranza sociale in cui oggi siamo sempre più immersi. La sua montante criminalizzazione, accompagnata di pari passo dalle filosofie "negazioniste" dei soloni dell'arte contemporanea, hanno l'unico scopo di ACCECARE definitivamente l'homus photographicus, oggi grazie alla tecnologia sempre più numeroso e connesso, per consegnarlo, finalmente disarmato e impotente, all'industria del consenso mediatico globalizzato.

Su questo punto politico e sociale fortissimo meriterebbe davvero fare una mobilitazione delle coscienze (altra parolina desueta rimastami in testa dai discorsi che faceva nonno Karl...).
"Donne e uomini fotografanti di tutto il mondo: unitevi!!" ;-)

Molto altro ancora

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Da parte sua Evans nel 1934 compilò una lista di categorie di immagini allo scopo di chiarirsi le idee su quanto stava tentando di fare con il suo lavoro:
Persone, di tutte le classi, circondate da mandrie di nuovi miserabili.
Automobili e il paesaggio automobilistico.
Architettura, il gusto urbano americano. commercio, piccola scala, larga scala, club, finta cultura, cattiva istruzione, religione in decadimento.
I film.
Prove di quello che leggono le persone di città, quello che mangiano, vedono per divertirsi, fanno per rilassarsi senza successo.
Sesso.
Pubblicità.
Molto altro ancora, capisci cosa intendo.
(Geoff Dyer, L'infinito istante)

Seguire l'invito

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Il flâneur è una persona priva di fede, ma che dà importanza alla condotta. Ferma il passo per prestare attenzione a qualcosa: è questa la sua devozione. Le sue guide sono il caso, le coincidenze, gli attori. Niente gli può risultare più favorevole di un indirizzo sbagliato. La città non fa che mandare segnali per sviarlo e lui segue l'invito. È l'eroe della strada smarrita, il principe della svolta sbagliata, il Don Chisciotte degli incidenti.
(Ulf Peter Hallberg, Lo sguardo del flâneur)

Lavori in corso

Foto: ©2009 Luca Capello.

L'Osservatorio Gualino, in collaborazione con il Consorzio Villa Gualino, presenta la seconda mostra fotografica di un ciclo espositivo che si concluderà nel dicembre 2010.

Le stampe presentate in questa mostra collettiva sono i frutti di un percorso di conoscenza svolto da ognuno dei partecipanti, nell'intenzione comune di comprendere meglio le possibilità espressive di un mezzo come quello fotografico.

L'atteggiamento fondamentale di ognuno è stato quello di mettere in relazione diretta la ripresa fotografica con la propria capacità di pensare i luoghi urbani scelti come teatro d'esercizio.

La selezione delle fotografie esposte rispecchia una concidente valutazione positiva tra fotografi e curatore, che si è sviluppata attraverso un continuo scambio d'idee sia sul terreno sia nell'analisi successiva di quanto realizzato. In questo senso, la mostra vuole rappresentare una sintesi finale che permetta a chi espone di verificare il lavoro svolto nel confronto con il pubblico.



LAVORI IN CORSO
14 luglio - 13 settembre 2009

a cura di Fulvio Bortolozzo

Fotografie di:
Arnò Bottero Capello Garello Germinara Ghione Gravino Marazzi Masanotti Palestro Parola Schena Torti Vigna.


Sede della mostra:
Villa Gualino (foyer Sala A)
viale Settimio Severo 63, 10133 Torino

Inaugurazione:
martedì 14 luglio 2009
dalle ore 18:00 alle ore 22:00


Orario di visita:
fino al 31 luglio e dal 1° al 13 settembre,
tutti i giorni, ore 10:00 - 22:00
dal 1° al 31 agosto,
dal lunedì al venerdì, ore 10:00 - 18:00
(ingresso libero)


Informazioni:
tel. 011.660.3555 (Villa Gualino)
e-mail info@osservatoriogualino.net


È successo di nuovo

©2009 Fulvio Bortolozzo.

Ho vissuto un'epoca felice in cui entravo in un negozio di dischi e trovavo, una settimana dopo l'altra, quelli che solo dopo la loro improvvisa e incomprensibile scomparsa dagli scaffali avrei capito essere capolavori irripetibili della musica pop. Questo fenomeno orrendo, ha continuato poi a ripetersi in altri campi sorprendendomi ogni volta e lasciandomi una sensazione d'amaro in bocca che mi sto purtroppo abituando a considerare parte essenziale del vivere.

Così è successo di nuovo, stamattina.
Su Facebook ho scambiato l'amicizia virtuale con Sabrina Ragucci e sono subito dopo finito sul suo blog, dove un post inatteso mi ha impietrito: tredici modi per non perdere una rivista.

Non ci potevo credere, è successo di nuovo.
Ancora una volta qualcosa che consideravo una parte stabile, positiva e piacevole della mia vita intellettuale improvvisamente non esisteva più. La rivista Around Photography chiude al suo numero 14. Sono corso a controllare nell'angolo di libreria dove conservo la rivista. Ho contato e ricontato: per fortuna, i numeri li ho tutti.

Ricordo ancora quando scopersi per caso quella rivista all'Arte Fiera di Bologna. C'era un ragazzo gentile in un piccolo stand con alcuni dei primi numeri. Uno in particolare attirò la mia attenzione. Si parlava dell'argomento che più mi coinvolge: la fotografia dei luoghi. Sbirciando foto e testi mi resi subito conto che il tono era colto, gli articoli sembravano mini-saggi. Era la prima volta, dopo troppi anni, che leggevo su una rivista qualcosa di veramente interessante che non fosse scritto in inglese o francese. Decisi di acquistare quel numero e, di fronte ad un'offerta scontata fattami dal giovane, finii per prenderli tutti, compreso il numero zero. Da allora ho continuato ad intrecciare i miei pensieri con ciò che leggevo su AP. Conobbi successivamente Roberto Maggiori, persona squisita e sinceramente appassionata, come tutte le migliori che ho incontrato finora. Anzi, nacque in me l'abitudine di comperare AP e le edizioni Quinlan direttamente dalle mani di Roberto, quando ci si incontrava: ad Artissima piuttosto che in una sperduta colonia nell'appennino ligure.

Ora il senso di vuoto è grande. Niente può sostituire Around Photography. Forse questo nostro Paese, ormai così desolante, non si merita nemmeno che accada il miracolo di una resurrezione. Spero che Roberto stia lavorando su altre strategie, decisamente internazionali, che lo conducano finalmente fuori dal pozzo italico, nel quale tutti siamo destinati a fare la fine di Alfredino: morire di stupidità.

In bocca al lupo Roberto e... alla prossima!

A furia di parole

"Villa Gualino" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Minor White credeva nella fotografia come mezzo di conoscenza, e sarebbe stato forse d'accordo con Henry Miller nel dire che l'arte scomparirà del tutto quando avremo imparato abbastanza. La convinzione fondamentale di White, che le buone fotografie devono aderire perfettamente alla vita, è indiscutibile. Basti pensare al fatto che nessuno riuscirà mai a convincere qualcun altro a furia di parole ad apprezzare una determinata immagine: questo semplicemente accade, improvvisamente una mattina o lentamente lungo una stagione, quando un'immagine o il suo ricordo si allineano con l'esperienza individuale.
(Robert Adams, La bellezza in fotografia)

Un mondo senza pace

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

La felicità ci viene concessa solo fugacemente. Nell'euforia il tempo ci sfiora senza lasciar traccia: gli alti livelli di piacere e di conoscenza lo annientano. Per contro dolore e tempo sono inseparabilmente commisti. Questo ha a che fare con l'imperfezione del creato; i culti l'hanno riconosciuta. Alcuni ne danno colpa agli dèi, altri agli uomini, altri ancora al destino. Viviamo in un mondo senza pace.
(Ernst Jünger, Il problema di Aladino)

Fotografia, chi era costei?

"Woman" ©2009 Marta Tiezzi (fonte: Jpeggy Photoblog).

Per la cronaca, quelle di Marta Lanzius non sono fotografie, ma questo ormai lo diciamo solo per la cronaca perché la cosa in sé non importa più nessuno. Nemmeno a Marta, che, forse, nemmeno esiste.
(testo estratto dalla motivazione di Francesco Jodice per aver segnalato il lavoro "Woman" di Marta Tiezzi nell'ambito del progetto Jpeggy)


Non so se sono rimasto l'ultimo dei Mohicani, ma il fatto che quelle di Marta non siano fotografie a me interessa eccome.
So bene che lo spirito del tempo soffia contro quella cosa che fino alla mia generazione è stata chiamata "fotografia". Leggo anch'io i saggi scritti da studiosi, di varia ascendenza culturale, che mi spiegano come tutto sia ormai solo immagine, non importa più con quali mezzi realizzata.
Pur tuttavia, non capisco se per cocciutaggine senile, insufficiente capacità di riflessione speculativa o invece infantile ossessione da "fotografo della domenica", tutte queste argomentazioni non mi convincono per niente.
Al fondo di tutto il mio scetticismo credo ci sia quel preoccupante distacco ormai esistente tra parole e fatti. Tra il dire e il fare non c'è più di mezzo il tradizionale mare, ma il vuoto. Il dire è rimasto solo.
Per converso, curiosamente, si sequestrano 5.000 file fotografici ad una persona che osservava lo svolgersi della vita nel giardino di una villa appartenente al principale esponente della maggioranza.
Questo piccolo fatto di cronaca mi fa ben sperare che qualcosa della più grande "forma d'espressione visiva morente" del nuovo millennio sia invece ben vivo e vegeto.
Forse è il logos che vuole sbarazzarsene. Meglio il 3D, meglio credere che le cose basta dirle perché si avverino, un poco come fanno i maghi della finanza creativa statunitense o gli ayatollah iraniani.
Un cosa è sicura: il fotografo, quel bizzarro animale che si ostina a puntare il suo congegno verso qualcosa o qualcuno è sempre più malvisto. Così come chiunque scriva sulla Rete di quanto vede accadergli attorno. Meglio il 3D, la Second Life. Non si disturba alcun manovratore, si può sognarsi come fatina svolazzante in un mondo psichedelico e la mente può finalmente trovare il riposo tanto agognato. I fatti, la First Life lasciamoli ai pochi, sempre più pochi, che sanno come gestirli: per sè stessi e per tutti gli altri.
Game Over. (or not?)

Overlook Hotel

Villa Gualino, Torino (Italia) ©2009 Fulvio Bortolozzo.

l'Osservatorio Gualino organizza un laboratorio dedicato allo studio e realizzazione di fotografie di luogo, usando come teatro d'azione le parti comuni e le stanze d'albergo di Villa Gualino.

Oltre a proporre la visione commentata di immagini tratte dal film di culto "SHINING" di Stanley Kubrick e fotografie attinenti al tema realizzate da vari autori riconosciuti (Lee Friedlander, Stephen Shore, Alec Soth, ecc.) si terranno due sessioni pratiche di ripresa in Villa, incluso il terrazzo panoramico sommitale, per dare modo agli iscritti di verificare direttamente i concetti illustrati dal docente
.

Una selezione delle migliori fotografie realizzate dagli iscritti verrà esposta in una successiva mostra collettiva a Villa Gualino.



OVERLOOK HOTEL
Sabato 20 giugno 2009

Workshop di Fulvio Bortolozzo

Sede:
Villa Gualino
Viale Settimio Severo 63, Torino

Durata:

8 ore

Programma:

11-13 Lezione in aula (prima parte)
13-15 Pausa pranzo
15-17
Lezione in aula (seconda parte)
17-19 Prima sessione di ripresa
19-21 Pausa cena
21-22 Seconda sessione di ripresa
22-23 Valutazione finale e selezione


Costo:
80,00 Euro

Informazioni:
info@osservatoriogualino.net
348.774.7360 (Fulvio Bortolozzo)

Vita Sospesa

Cimitero di Staglieno, Genova (Italia)" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Il risultato, particolarmente soddisfacente, ha in effetti mantenuto le aspettative previste. Le immagini, infatti, mostrano i luoghi del Cimitero non più in una particolare evidenza; non sembrano il ricovero eterno di chi, purtroppo, ha lasciato questo mondo ma, piuttosto, si mostrano come parte della città e come paesaggi i quali, attraverso la morte, tessono un dialogo differente, di nuova impronta semantica.
(testo estratto dalla presentazione del curatore Fabrizio Boggiano)



VITA SOSPESA
IV Edizione
1°- 7 giugno 2009

a cura di FABRIZIO BOGGIANO

Opere di:
FULVIO BORTOLOZZO
MICHELA CORBO

Selezione di opere degli artisti delle edizioni precedenti:
Clelia Belgrado, Connie Bellantonio, Daniela Carati, Martina Dandolo, Franca Giovanrosa, Elettra Ranno.


Sede della mostra:
Cimitero Monumentale di Staglieno
(atrio ingresso principale)
Piazzale Resasco, 16137 Genova

Inaugurazione:
lunedì 1° giugno 2009
dalle ore 10:00 alle ore 16:00


Orario di visita:
tutti i giorni dalle ore 8:00 alle ore 16:30

Informazioni:
tel. 010.557.6874 – 010.557.6901
e-mail servcivici@comune.genova.it

Un libro per i fotografi

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Hai capito ormai che concepisco il libro come un'opera dove dovrebbe scorrere qualcosa di simile ad un fluido vitale.

Qualcosa dovrebbe restarti dentro dopo che l'hai sfogliato – come succede appunto con una buona opera letteraria o con un buon film – e questo qualcosa non può essere semplicemente l'aver assistito a delle acrobazie dell'occhio, per quanto straordinarie. Devi suscitare delle reazioni, dei sentimenti oltre la constatazione che sei bravo a fotografare. Per me in ogni caso non è sufficiente. Più che passerelle di fotografie servono dei progetti/libro frutto di un tuo sentito coinvolgimento con ciò che nella vita ti segna. Per alcuni può essere un nodo doloroso e mai risolto della loro vita, per altri il sogno di una notte di mezza estate.
(Luciano Zuccaccia, "Un libro per i fotografi", testo estratto dall'intervista a Roberto Salbitani)

Ci vediamo da Mario

©2009 Fulvio Bortolozzo

Ne parlavamo l'altra sera con Roberto Salbitani e altri amici durante una bella serata piacentina. Un giorno incontrai Mario Giacomelli e quel giorno segnò un passaggio importante per la mia vita, di uomo e di fotografo. Oggi ripubblico su CAMERA DOPPIA quello che scrissi, e mostrai, il giorno in cui Mario abbassò le serrande del suo bar esistenziale. Per leggere, e vedere, basta cliccare sulla foto.

Queste cose accadono

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Dalla muta distesa delle cose deve partire un segno, un richiamo, un ammicco: una cosa si stacca dalle altre con l'intenzione di significare qualcosa... che cosa? se stessa, una cosa è contenta d'essere guardata dalle altre cose solo quando è convinta di significare se stessa e nient'altro, in mezzo alle cose che significano se stesse e nient'altro.

Le occasioni di questo genere non sono certo frequenti, ma prima o poi dovranno pur presentarsi: basta aspettare che si verifichi una di quelle fortunate coincidenze in cui il mondo vuole guardare ed essere guardato nel medesimo istante e il signor Palomar si trovi a passare lì in mezzo. Ossia, il signor Palomar non deve nemmeno aspettare, perché queste cose accadono soltanto quando meno ci s'aspetta.
(Italo Calvino, Palomar)

Segno e scatto

"11 OTTOBRE 2007 /4 Torino (Italia)" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

PITTURA E FOTOGRAFIA
SEGNO E SCATTO
12 maggio - 6 giugno 2009

a cura di IDA MITRANO

Artisti presenti:
(in ordine alfabetico, i fotografi in grassetto)
ALI’ ASSAF - MARIA PINA BENTIVENGA - CLAUDIO BISSATTINI - FULVIO BORTOLOZZO - ENNIO CALABRIA - FABRIZIO CAMPANELLA - MASSIMO CAMPI - GIOVANNA CASTALDO - ELISABETTA CATALANO - SERGIO CECCOTTI - SOLVEIG COGLIANI - MARIO DE BIASI - MARILÙ EUSTACHIO - FRANCO FONTANA - ETTORE FRANI - PASQUALE “NERO”GALANTE - OMAR GALLIANI - NATALIA GAMBINO - FRANCA GIOVANROSA - MIMMO JODICE - LEANDRO LOTTICI - FLAVIA MANTOVAN - MARIO MORETTI - ALBERTO MUCIACCIA - SIGFRIDO OLIVA - ALESSANDRA PEDONESI - DINO PEDRIALI - ELETTRA RANNO - FABIANA ROSCIOLI - SALVO RUGGERO SAVINIO - SINISCA - SILVIA STUCKY - FRANCESCA VERGNANO

Sede della mostra:
Museo Venanzo Crocetti
via Cassia 492, 00189 Roma

Inaugurazione:
martedì 12 maggio 2009
dalle ore 18:00 alle ore 21:00

Orario di visita:
dal giovedì al lunedì
ore 11:00-18:00

Informazioni:
tel./fax - 06.337.11468
sito - www.museocrocetti.it

Anime libere

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando gli sei vicino.
(Charles Baudelaire)

Domande e risposte



Il mio intervento, e quello degli altri due autori segnalati,
alla conferenza stampa di presentazione del progetto Jpeggy.
Milano, La Posteria, 15 aprile 2009.


Come si mira

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Il mio tiro, è vero, non era più troppo corto, ma non arrivava a colpire il bersaglio. Questo mi spinse a chiedere al Maestro perché non ci avesse ancora spiegato come si mira. Ci deve pur essere, supponevo, un rapporto tra bersaglio e punta della freccia, e così un modo di mirare che renda possibile far centro.
"Naturalmente c'è," rispose il Maestro "e lei potrà trovare facilmente da sé l'impostazione adatta. Ma se anche poi ogni suo tiro colpisce il bersaglio lei non sarebbe che un virtuoso dell'arco, che può esibirsi. Per l'ambizioso, che conta quante volte fa centro, il bersaglio non è che un povero pezzo di carta che egli fa a pezzi.
(Eugen Herrigel, Lo Zen e il tiro con l'arco)

La meraviglia per gli oggetti

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

La fotografia, più di qualsiasi altra arte, è legata al particolare. L'apparecchio fotografico porta ad amare i casi singoli. Un fotografo può riuscire a descrivere un mondo migliore solo guardando meglio il mondo che ha davanti. Inventare, in fotografia, è laborioso quanto, nella gran parte dei casi, perverso. Nei suoi diari Edward Weston ha scritto di aver cominciato a fotografare spinto dalla "meraviglia per gli oggetti". Dubito che qualunque grande fotografo abbia mai cominciato per la meraviglia provata per il proprio apparecchio o per un particolare procedimento fotografico. Dovrà amare anche quelli, ma non è da questo che nasce la sua decisione di votarsi all'arte.
(Robert Adams, La bellezza in fotografia)

La geografia interiore

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

La strada che gli resta aperta è questa: si dedicherà d'ora in poi alla conoscenza di se stesso, esplorerà la propria geografia interiore, traccerà il diagramma dei moti del suo animo, ne ricaverà le formule e i teoremi, punterà il suo telescopio sulle orbite tracciate dal corso della sua vita anziché su quelle delle costellazioni.
(Italo Calvino, Palomar)

Nasce un'osservatorio

"Villa Gualino" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

La mia grande novità di questa primavera è l'apertura a Torino di un nuovo spazio per la fotografia contemporanea. Un progetto su cui sto lavorando da qualche tempo e che inizia con aprile ad entrare nella sua fase operativa:

OSSERVATORIO GUALINO
http://www.osservatoriogualino.net

Si tratta di un modo diverso, e spero innovativo, di pensare alla pratica fotografica.
La sede del progetto è Villa Gualino. Luogo carico di rimandi storici affacciato splendidamente su uno dei più incantevoli punti panoramici della collina torinese.
Grazie alla sua struttura complessa ed affascinante, la villa è un territorio di sperimentazione ideale.

Per inaugurare degnamente la nuova sede, ho messo a punto due workshop.

Sabato 18 aprile 2009
RITORNO AL MODERNO

Domenica 19 aprile 2009
FOTOGRAFARE L'ARTE


La lotta interiore

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Nei periodi di crisi sociale, la fotografia, intesa come arte, può sembrare una fuga dalla realtà; troppo spesso, infatti, essa appare lontana dai drammi della vita quotidiana. Penso a Stieglitz, che nei momenti peggiori della Depressione faceva vedute di New York di una bellezza glaciale, dall'alto dell'Hotel Shelton, o a Ansel Adams che fotografava la Sierra mentre in Europa si combatteva la seconda guerra mondiale.

Di fronte a fatti del genere alcuni critici hanno chiesto una fotografia "impegnata", intendendo con questo una fotografia che si occupasse proprio delle sventure sociali. Pochi fotografi però hanno accettato l'uso dell'aggettivo "impegnato" per distinguere un artista da un altro, ben consapevoli che l'arte è sempre il prodotto di un impegno. Essi sono convinti che l'arte abbia un'utilità sociale, che sta nella sua natura di infonderci coraggio. Se la situazione sociale è tale da farci dubitare che via sia un senso, l'arte che attraverso la forma indica un significato riguarda il problema del nichilismo ed è socialmente utile.

Anche la fotografia, dunque, si occupa del male, ma per convincerci del valore della vita; l'oscurità che combatte è proprio la convinzione che la vita non abbia valore e che sia meglio uscirne. Vale a dire che l'arte porta avanti una sua lotta interiore, mentre il giornalismo, spesso, ne riporta solo le conseguenze esteriori.
(Robert Adams, La bellezza in fotografia)

Per la libera strada

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

A piedi e con cuore leggero m'avvio per la libera strada,
In piena salute e franchezza, il mondo offertomi innanzi,
Il lungo sentiero marrone pronto a condurmi ove io voglia.
(Walt Whitman, Canto della strada)

Tutto ha importanza

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

L'espressione, per me, non sta nelle passioni che ardono su un volto umano o che si manifestano in un brusco movimento. È l'intera composizione del mio quadro a essere espressiva: Il posto occupato dalle figure, gli spazi vuoti lasciati intorno a loro, le proporzioni, tutto ha importanza.
(Matisse)

Good news

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Infine ancora due pensieri, uno per i critici e l'altro per i fotografi. Per prima, un'osservazione formulata dal direttore del dipartimento d'arte dell'Immaculate Heart College di Los Angeles: "Tutte le persone di questo mondo sono fatte per testimoniare o per esprimere qualcosa (...) Forse si può dire che certi artisti esistono solo per mostrare quale superficie la luce dia al colore (...) Altri solo per rivelare le possibilità del colore blu". Con questo spirito, in quanto critici, dovremmo ricordare che non esiste soggetto che non sia importante, e che non esiste espressione umana che non meriti attenzione.
Vorrei poi incoraggiare i fotografi con una frase di Matisse riferita alla pittura, ma che possiamo applicare anche alla fotografia: "Un pittore non ha veri nemici, se non i propri brutti dipinti".
(Robert Adams, La bellezza in fotografia)

Sarò io il prossimo?

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Ma la Depressione generò la paura. Anche gli uomini d'affari le cui aziende andavano bene, si preoccupavano della situazione generale in Germania; le banche, che pur non incontravano nessuna difficoltà nell'esigere i prestiti, cominciarono a ridurre tutte le assegnazioni di credito. Erano solo gli operai ad essere colpiti direttamente, ma il resto dei cittadini, ossessionati dalle facce tese dei disoccupati, si chiedevano: "sarò io il prossimo?", "quando finirà?"; e poiché risposte chiare non ce n'erano, la disperazione crebbe.
In questa situazione cominciò a farsi sentire la voce dei nazisti.
(William Sheridan Allen, Come si diventa nazisti)

Mi senti?

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo.

Gli artisti non possono competere con il pandemonio sul suo stesso terreno, non hanno le armi, né i capitali necessari. L'unico modo per sconfiggerlo con efficacia è cambiare le regole del contratto, coinvolgere diversamente il pubblico. Le domande più comuni sul pubblico e sulla comunicazione, ora devono essere poste in maniera diversa che in passato, specie quando si tratta di immagini, ma bisogna ancora porsele. Il problema non è più, ci dev'essere un mercato di massa globale che consuma cultura? Ma, ci dev'essere altro? Con tutte le chiacchiere sull'interconnettività, siamo davvero più connessi di prima? Di che natura è questa connessione? Internet è il primo e unico mezzo trasparente, oppure la sua forma ne determina i contenuti? L'arte è una sotto-categoria del mercato di massa della cultura o qualcosa di diverso? Che differenza c'è tra l'arte e un messaggio commerciale? Le motivazioni influenzano l'essenza del messaggio? Mi senti?
(David Levi Strauss, Politica della fotografia)

L'inferno dei viventi

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo

(...) L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.
(Italo Calvino, Le città invisibili)

La distanza tra i due

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo

Certamente le fotografie da sole non possono dire "tutta la verità", sono sempre e solo dei momenti. Ciò che fanno con insistenza è registrare la relazione del fotografo al soggetto, la distanza tra i due, e questa comprensione è essenziale nel processo politico, come suggeriva lo stesso Marx: "Supponiamo di aver portato avanti la produzione in quanto esseri umani... I nostri prodotti saranno tanti specchi nei quali vedremmo riflessa la nostra natura essenziale".
(David Levi Strauss, Politica della fotografia)

Gli occhi della gente

"Appunti per gli occhi" ©2009 Fulvio Bortolozzo

La decisione più politica che puoi prendere è dove dirigere gli occhi della gente. In altre parole. ciò che mostri alla gente, giorno per giorno, è politico...
(Wim Wenders, L'atto di vedere)