INTERNET TIME 600

Segnalo un esperimento molto interessante, al quale ebbi l'onore di essere chiamato a partecipare nel novembre scorso.

Il team del sito Mus-Mus invitò vari fotografi di tutto il mondo a realizzare una fotografia nello stesso preciso momento, identificato come Tempo Internet @600 del giorno 4 novembre 2008. Per me, significò ore 14:24. Il giorno era piovosissimo e quindi decisi di sfruttare lo spazio scenico offertomi quotidianamente dal giardino interno su cui si affaccia il mio balcone. Il risultato, pubblicato all'inizio di questo post, mi sembrò valido e lo inviai. All'appello risposero un centinaio di fotografi di molti paesi, con immagini di varia e, spesso notevole, qualità. Dall'Italia aderirono solo tre fotografi. Oltre a me, la coppia autoriale degli amici Fabio Severo e Alessandro Imbriaco di Roma, anche valenti animatori dell'ottimo blog Hippolyte Bayard


e Carlo Corradi un autore di Rho (Milano) che si sta dedicando
da qualche anno con molto impegno alla fotografia di ricerca.

È presto per dire quale possa essere il senso migliore di questa vera e propria performance. Tuttavia, già fin d'ora, dimostra una volta di più come Internet possa costruire relazioni e progetti altrimenti impensabili. Il tutto nella più semplice e diretta formula dell'iniziativa dei singoli che diventa fatto collettivo. Niente associazioni e burocrazie, niente poteri e potericchi, niente menate italiche varie. Speriamo serva almeno da auspicio per vedere crescere anche in questa nostra Italia iniziative sempre più libere e all'altezza di quanto riesce a fare il resto del movimento fotografico in parti del mondo che mi appaiono più evolute.

Buon Natale a tutti!

Un artigiano di valore

C'è ancora qualche giorno di tempo, fino al 14 dicembre, per prendersi una boccata d'aria fresca e pulita. Nella piccola galleria Tagliento di piazza Borromini 76/A, a Torino, Rodolfo Suppo espone diverse vedute di paesaggio sia in bianco e nero sia a colori.

Sono pezzetti panoramici di un mondo locale presentati con insolita grazia e semplicità. Certamente il bianco e nero occhieggia forse un po' troppo ad Ansel Adams — lo stesso autore si definisce autoironicamente "Adams di Porta Pila" —, ma il suo colore così tonale, e conseguentemente realistico, ha invece un'autonomia ed un'esperienza della luce che affascinano.

Conosco Rodolfo da molto tempo e ho potuto apprezzarne, oltre all'umanità, l'understatement sabaudo. La stessa definizione di "artigiano fotografo" che ha scelto per questa sua personale, ne è un esempio. Al contempo, è tra le persone più ricche di ironia e gentilezza naturale che abbia incontrato fino ad oggi. Mentre guardavo le sue opere "artigianali" pensavo che gli assomigliavano tantissimo e la cosa mi dava un piccola ebbrezza. Trovo davvero entusiasmante che una persona riesca ad infondere così tanto di se stessa in dei pezzetti di carta più o meno colorata su cui ha lasciato che la luce depositasse delle impronte ottiche.